ANNO 16 n° 280
Talete, assemblea pubblica sul futuro dell’acqua
Il Comitato per l’acqua pubblica convoca cittadini e istituzioni per discutere di disservizi, gestione e inefficienze della società alla vigilia dell’assemblea dei soci
07/10/2026 - 10:26

 

BASSANO ROMANO - 'C'è un'immagine che dà la misura della distanza tra la società Talete, con i suoi disservizi quotidiani, le ordinanze di non potabilità, l'arsenico, le bollette impazzite, le dispersioni in rete e la realtà'.

'Quell'immagine sono i Sindaci (in questo caso anche soci), che dopo aver votato la vendita ai privati del 40% delle quote di Talete ( in barba al referendum del 2011), ora si dividono sull'amministratore unico o su un consiglio di amministrazione, dando il senso di una situazione surreale, che elude completamente il fallimento di una società che ha mancato completamente il suo obiettivo, vale a dire quello di evitare la privatizzazione e di restituire la gestione del ciclo idrico alle comunità locali, nelle more dell'applicazione della legge Galli'.

'Una società che, incredibilmente, vanta il raggiungimento di 10.000 follower su Facebook, ma non risponde mai, attraverso i suoi canali istituzionali, ai tanti cittadini che hanno bisogno di interloquire con chi gestisce un servizio vitale per le famiglie e per le comunità'.

'Come comitato per l'acqua di Bassano Romano, nato per richiamare l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni, sulle problematiche inerenti il servizio idrico bassanese, giovedì 8 ottobre alle ore 21 ci faremo promotori di un'assemblea pubblica, alla quale parteciperà anche Bengasi Battisti, ex Sindaco di Corchiano e rappresentante del Coordinamento nazionale Enti locali per l'acqua pubblica'.

'L'assemblea, alla quale sono invitati cittadini e rappresentanti istituzionali, si pone l'obiettivo di sollevare il problema di Talete nel suo complesso, delle sue inefficienze, del suo superamento per restituire l'acqua ad un sistema dove possano davvero contare le comunità locali'.

'Lo facciamo alla vigilia dell'assemblea dei soci di Talete, anche per chiedere ai Sindaci (a partire da quello di Bassano Romano) di portare in quella sede le problematiche vere di un servizio che non funziona, di cittadini che non possono usufruire del servizio in modo continuativo, di una rete idrica colabrodo su cui non sono stati fatti investimenti neppure con il PNRR, di un sistema di controlli sulla salubrità dell'acqua che non sempre appare particolarmente rigoroso. Discutere esclusivamente di un consiglio di amministrazione o di un amministratore unico significa, forse, soddisfare gli appetiti della politica, non certo affrontare in maniera adeguata le sfide che il fallimento di Talete pone di fronte ai cittadini e alle comunità locali'.




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